L’ISOLA CHE SE NE ANDO’
Giulia,
Nerita, Corrao, Hotham,
Graham,
Sciacca, Ferdinandea.
Nel
luglio milleottocentotrentuno
senza
che la vedesse nessuno
in una
notte nacque un’isola dal mare
tutta
nera e di forma circolare.
All’alba
i marosi e la risacca
rivelarono
quell’ettaro di terreno
davanti
alle coste di Sciacca:
la
notizia volò in un baleno.
Prima
giunsero gli scienziati
e i
pescatori un po’ meravigliati,
poi,
per volere delle autorità,
navi
da guerra approdarono là,
correvano
a prenderne possesso
perché
ai potenti, come accade spesso,
una
terra nuova, che non s’è mai vista
risveglia
sempre voglie di conquista.
Vovevano
fare di quella bellezza naturale
una
strategica nuova base militare
e i
comandanti, per ogni nazione,
piantaron
vessilli e le diedero un nome:
Giulia,
Nerita, Corrao, Hotham,
Graham,
Sciacca, Ferdinandea
Solo
un pescatore solitario
comprese
quanto fosse straordinario
che un’isola
fosse nata dal mare
e la
terra fosse tornata a creare...
I Re
volevano quel pezzo di terra
disposti
a tutto,- anche a far la guerra,
discordi,
ma nel nome del diritto,
prepararono
l’inevitabile conflitto.
I
generali nel cuore della notte
cariche
d’armi mossero le flotte.
Fu
proprio allora che l’isola pensò
d’aver
visto abbastanza, e se ne andò,
un
gran boato, un ribollire intorno,
e
quando finalmente giunse il giorno
le
spedizioni trovarono soltanto
il
mare piatto, e uno sbuffo ogni tanto.
L’isola
era tornata sotto il mare
dove
nessuno la poteva disturbare,
l’isola
era tornata sotto le onde
ed è
ancora lì che si nasconde.
Giulia,
Nerita, Corrao, Hotham,
Graham,
Sciacca, Ferdinandea
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