Parliamoci chiaro, anche le VELE DI NAPOLI sono state
costruite con un normale permesso, secondo piano regolatore, con delibere e
atti regolari, e sicuramente è così per il quartiere ZEN DI PALERMO, e per quel
capolavoro dell'edilizia a nome CORVIALE A ROMA. Tutto avviene nella conformità
delle regole che, ove necessario, vengono cambiate, a-variate, trasformate, e
troppo spesso snaturate. il problema scusatemi, è altro, è quella che io chiamo
VISIONE DI SINISTRA DEL MONDO, insomma, è immaginare e, se possibile,
realizzare un altro mondo possibile. Il mondo che vogliono, progettano e
costruiscono quelli come Vincenzi e Baisi è un mondo che non si avvicina
nemmeno lontanamente alle concezioni più moderne dell'edilizia sostenibile, di
spazi a misura d'uomo, di vivibilità. Ed ecco il centro storico abbandonato e
le lottizzazioni selvagge. Scusate ma noto UN DRAMMATICO ERRORE nelle
spiegazioni di chi è favorevole a un'opera che sembra irrinunciabile e
irreversibile (e a tal riguardo vi richiamo al DECALOGO SULLA DEMOCRAZIA ETICA
che al punto 6 recita: DOBBIAMO AVERE SEMPRE DIFFIDENZA VERSO LE DECISIONI
IRRIMEDIABILI) un errore di fondo che è quantomeno allarmante, un'idea guida
che è rivisitazione moderna di un concetto già largamente sfruttato, malissimo,
dalla seconda guerra mondiale in poi: quella che vede nel verde selvaggio,
nella natura senza controllo, nell'ambiente naturale, qualcosa che va
controllato, regolato, sistemato, come se un pascolo fosse un errore da
correggere, uno spazio bianco da riempire, una cosa di valore inferiore alla
manipolazione utile che se ne può fare. Siamo lontani anni luce dall'Europa,
soprattutto nella salvaguardia del paesaggio. in Germania una nuova legge, in
vigore sin dal 1998, stabilisce limiti quantitativi al consumo di suolo ed
impone la compensazione ecologica preventiva per qualsiasi nuovo intervento
urbano o infrastrutturale. Se si lottizza un ettaro, a ridosso dell'esistente,
la stessa ditta dovrà curare altri tre ettari per la collettività...
impensabile qui, no? L'obiettivo del governo tedesco è quello di disaccoppiare lo
sviluppo economico dal consumo di territorio, limitando le trasformazioni
urbane al recupero e al riuso del tessuto insediativo esistente. Anche in
Italia, pur in assenza di un quadro normativo nazionale, cominciano ad emergere
dal basso esperienze virtuose di governo del territorio: è il caso del Comune
di Cassinetta di Lugagnano in Provincia di Milano che ha approvato un piano
urbanistico SENZA ALCUNA PREVISIONE DI ESPANSIONE!!! Queste bande del mattone
nostrane invece calcolano il loro tempo amministrativo in milioni di metri cubi
di cemento in atto, e deturpano il paesaggio, distruggono per sempre la
bellezza accettando, secondo regole obsolete, costruzioni invasive. Il
territorio dei comuni a est di roma sono ricchissimi di emergenze archeologiche
e paesaggistiche che aspettano, cura, recupero, pulizia e poi, perché no,
pubblicità.
domenica 3 giugno 2012
TIVOLI tra Unesco e Cemento
sabato 2 giugno 2012
La mia casa...
Scritto quando sembrava ormai definitiva la scelta di Corcolle per la discarica di Roma...
Prima
vigilia quattordici giorni prima delle calende di giugno 2765 ab Urbe condita
Sono
mancato troppo presto, troppo per vedere completata questa visione improvvisa,
questo teatro ideale di una memoria ancora di là da venire, questa mappa
delineata nei particolari di una città invisibile, così come m’apparve in una notte
nel pieno della mia fulgida giovinezza, un’opera che ancora non ero in grado di
capire, che collaborava con la terra ma teneva conto anche del cielo, dei
solstizi, dei giochi del tempo. Troppo presto mi allontanai dal mio corpo
oltraggiato dalle stagioni, ma forse sarebbe stato presto comunque, perché
c’era ancora tanto mondo da scoprire, c’erano ancora infinite meraviglie oltre
il limes, e la vita di un uomo, anche se imperatore, non può contenere in se tutta
la sorprendente Bellezza della Terra.
Sono
mancato troppo presto, ma ho vissuto abbastanza per vedere, nelle notti di
nuovo insonni di quegli ultimi anni carichi di assenze malinconiche e rimpianti,
questi elaborati disegni della fantasia diventare espressione, trasformarsi negli
anni da ipotesi ardite ad ardite volute d’ingegno, tracce della divinità umana
rispettosamente adagiate sulle architetture del mondo, edifici e strutture
armonizzati all’andamento del suolo, raffinate volute superiori in leggiadria
alle stesse opere osservate con vivo stupore in tutte le province dell’Impero
durante i miei viaggi affamati di conoscenza, e freneticamente rielaborate e
trasformate in giochi di materia dalle braccia esperte e vigorose di sapienti
artigiani.
Troppo
presto ho dovuto affrontare il viaggio verso un altro universo, con la mia
piccola anima tormentata e soave, consapevole
però di aver reso immortali quei miei strani e visionari sogni di gioventù.
Oggi
invece, oggi voi mi offendete, e mi uccidete davvero, come non riusciste a fare
in vita, quando arrivaste ad allontanare dal mio fianco la persona più cara.
Chi non ha conosciuto la piena felicità, e l’assoluta infelicità, non potrà
comprendermi, non avrà che una pallida idea del dolore, e dell’amore, che mi
portano a tornare ogni anno in questa villa che rappresenta quanto di più
armonico e vicino alla perfezione abbia saputo e potuto produrre in vita.
Questo
ritorno, oggi, diventa forse incerto per la prima volta, e dispero di veder conservata
questa enciclopedia delle forme, questa mappa della Bellezza, dettata dall’intuìto
mondo delle forme e realizzata con le ragioni del cuore.
Le
virtù che considero fondamentali, Humanitas Felicitas Libertas, avrebbero
dovuto essere universali, adattarsi a tutta la terra, diventare paradigma per
l’uomo nuovo. Avevate sotto gli occhi questo esempio, non l’unico, certo, ma un
ottimo esempio, da sempre, perché questo fu per voi e non per me, e voi lo
distruggete, stracciate via il manifesto che avrebbe dovuto indicarvi la via, e
per l’interesse di pochi rendete vana la mia vita, mi fate perire
definitivamente. Dovreste invece far tesoro della grandezza del passato,
acquistando da lì il coraggio e la consapevolezza per produrre anche voi
qualcosa di notevole, che a sua volta, caduto in rovina, ecciti i posteri a una
nuova forma di Bellezza, voi dovreste mantenere vivi i miei sogni, insieme ai
vostri sogni, non solo per conservare il passato, ma per realizzarne le
speranze ancora vive e contenute in queste antiche composizioni di pietra
lavorata in sembianza di poesia. Altre forme avranno i volti delle bellezze di
domani, io non so immaginarle, ma sentirò
di aver contribuito allo slancio di quelle nuove architetture, se voi deciderete di non cancellare, oggi, i miei
passi diventati incerti, e di ascoltare ancora i battiti del mio cuore, lenti e
leggeri, nel vento lieve che sul sentiero tra gli ulivi vi accompagnerà nella
mia casa.
Publio
Elio Traiano Adriano
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