L’ATTIMO
Ci fu un momento
antico
che ero ancora
bimbo
come un azzurro
lampo
un accertarsi
sghembo,
disteso sotto il
cielo
di un lungo agosto
torrido,
poco distante il
melo
del mio solito
posto
(ogni bambino ha
un prato,
un albero e una
traccia
il suo regno
fatato
una spada, una
roccia),
lì con il naso in
alto
la luna sopra un
dito
immaginavo viaggi
sognavo
l’infinito.
Fu la coscienza,
un attimo,
di esser su una
biglia
scagliata a folle
corsa
dentro l’oscurità,
sentii la
rotazione,
il rombo dello
spazio,
la magica
vertigine
della velocità.
Ci fu un momento
antico,
a volte lo ricordo,
un attimo soltanto
d’alta
felicità
